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BlogScintille di Esperienza

Cascata

Il vero motivo

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Il vero motivo Foto di Pexels da Pixabay
Nella vita di tutti i giorni è facile imbattersi in qualche incomprensione che spezza la linearità di una bella amicizia, o di una conoscenza cui teniamo o ancora di una convivenza.
A prescindere dal tipo di rapporto che abbiamo con una determinata persona, è possibile che l’equilibrio di una comunicazione fino ad un certo punto andata a gonfie vele, si interrompa a qualche livello per portare a galla dissapori e rancori magari covati nel tempo.

Quando questo accade, è più che mai necessario considerare la parte “fisica” della comunicazione, cioè le parole utilizzate, semplicemente come veicolo di una qualche emozione più profonda che vuole fuoriuscire e che ha trovato l’occasione propizia. In questo caso bisogna porre attenzione non tanto alle parole, ma a come vengono dette e soprattutto alla loro collocazione all’interno della frase. Una stessa parola usata in un’occasione neutra, può diventare tagliente in un contesto di tensione e può rivelare la vera emozione che sta cercando di farsi sentire. Per spiegarmi meglio userò un esempio concreto che mi è accaduto personalmente. Al mio invito a venire ad un party una mia amica ha risposto così: “Ciao io sono e rimango in montagna. Ciao e buona giornata” La parola “incriminata” in questo caso è RIMANGO. Il messaggio è neutro a livello fisico ma molto carico a livello emotivo. SONO E RIMANGO è una ferma volontà di non partecipare. Viene addirittura sottolineata, in qualche modo, la soddisfazione di non essere presente e contiene i germi per una discussione o quantomeno per un chiarimento. Discussione che puntualmente è arrivata ma che ero già preparata a gestire proprio perché avevo individuato l’emozione che stava dietro un diniego di tal genere. In questo caso si trattava di senso di inadeguatezza. Non è sempre facile e non è automatico, però se proviamo a fare un po’ di esercizio con le frasi quotidiane, prestando orecchio ad ogni singola parola, a come viene inserita nella frase, a come viene detta, possiamo già prepararci per una sfuriata o per assaporare magari qualche complimento extra. Dipende ovviamente dal messaggio! Fate attenzione al calore della voce, alle pause se il messaggio viene mandato oralmente, o alla collocazione delle parole se viene mandato per iscritto. “Ciao sono in montagna” per esempio è ben diverso da “Ciao sono e rimango in montagna”. E se proprio non potete fare a meno di evitare un litigio, provate a giocare con la carta dell’intelligenza. Sappiate che nulla è per sempre e l’emozione che sta alla base di tanto malumore è destinata ad andarsene così come è venuta. Perciò per dirla con il Divino Dante, Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.